21 Aprile 2021

DIVERSITY MANAGEMENT

Premessa
La diversità può essere vista come un arricchimento, ma può anche rappresentare una fonte di conflitto all’interno delle organizzazioni così come in ogni gruppo sociale. Le variabili di questa diversità sono numerose e, per certi versi, infinite. Si tende spesso a ridurla all’etnia, ma gli studi nord-americani ne contemplano altri tipi tra i quali si annoverano prevalentemente il genere, l’età, la classe sociale, la diversabilità, la religione, l’orientamento sessuale e perfino la razza, concetto che, seppure privo di fondatezza biologica, corrisponde a caratteristiche visibili e ha, in particolare negli Stati Uniti, una lunga storia in chiave segregazionista. La diversità non va negata in quanto esiste ed è fonte di arricchimento personale e sociale. Il problema nasce dal momento in cui si considera il proprio gruppo (ingroup) come superiore agli altri gruppi (outgroup). È solitamente il gruppo maggioritario che cerca di emarginare ed opprimere le minoranze, ma non è necessariamente così (le donne sono più numerose degli uomini eppure sono spesso svantaggiate rispetto agli uomini, i neri durante l’apartheid in Sud-Africa rappresentavano l’80% della popolazione, ecc.). L’azienda è attraversata non solo da differenze etniche legate alla mondializzazione, ma anche da tante altre diversità. Gestire la diversità (diversity management) in tale contesto è uno dei compiti di chiunque si relaziona con gli altri e in particolare di chi ha funzioni di management. In altre parole la gestione della diversità riguarda tutti. Il clima aziendale, la motivazione, la coesione, la collaborazione, la sinergia sono fattori di efficienza che sono tutti condizionati da relazioni serene ed inclusive. Per questo, una sensibilizzazione al diversity management risulta un investimento utile per la performance dell’azienda.

Obbiettivi
֎ Identificare le proprie discriminazioni
֎ Ridurre le paure del diverso
֎ Sapere comunicare con la diversità
֎ Limitare la conflittualità
֎ Tutelare la dignità di ogni collaboratore
֎ Creare relazioni collaborative
֎ Incentivare la motivazione e la partecipazione.

Programma
֎ Alcune variabili di diversità
֎ Diversità e cultura
֎ L’identità sociale (ingroup e outgroup)
֎ Le riconduzioni sbagliate alla diversità
֎ Perché la diversità è una fonte di arricchimento
֎ Il dialogo interculturale
֎ La mediazione interculturale.

Metodologia
La metodologia è partecipativa. Il corso comporta una parte contenutistica e una parte in cui i partecipanti sono sollecitati ad interagire attraverso varie esercitazioni e discussioni su casi concreti vissuti da loro. Gli interventi del formatore si adattano ai bisogni dei membri del gruppo. Questo incontro breve vuole essere una sensibilizzazione che potrà essere seguita da eventuali approfondimenti.

Docente
Thierry Bonfanti. Laurea in psicologia conseguita a Parigi V (Sorbona). Dottorato in sociologia sulla “Mediazione” in cotutela con Università di Brest (Francia) e Università Cattolica del Sacro Cuore (Milano). Opera in ambito organizzativo dal 1988 in Francia e in Italia. Docente di mediazione nel Master in Intercultural Competence and Management del Centro Studi Interculturali dell’Università di Verona dal 2008. Collabora con il Centre for Diversity in Counselling and Psychotherapy dell’università di Toronto (Canada). Crea ed implementa pratiche sociali volte
all’incontro, all’inclusione e al dialogo (Caffè Dibattito, Altro Convegno©, Aperitivo in francese, ecc.)

Il corso si svolge con un minimo di 6 partecipanti e verrà svolto attraverso la piattaforma Google Meet.

INFORMAZIONI CORSO

Data :16 Ottobre, 2021

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